Questa è la proposta per la città di Monte Sant'Angelo
28 Maggio 2022 16:11  |  Visite all'articolo:272  |  A+ | a-
Marcia della nonviolenza
Marcia della nonviolenza
di Matteo Notarangelo

Da troppo tempo, non viene colto il messaggio religioso che da sempre si irradia nella città sacra di Monte Sant’Angelo.
L’arcangelo Michele ci parla di pace, amore, fratellanza e nonviolenza.
Per accogliere e custodire il suo messaggio, gli uomini hanno marcato il territorio con chiese, conventi e santuari. Nei secoli, tanti pellegrini hanno raggiunto i luoghi di culto del Gargano per riconoscere e accettare il mistero della spiritualità cristiana.
Un mistero spirituale che chiamò sulla Sacra Montagna anche l'umile fraticello d'Assisi.
D'allora, quel nascente ordine monastico racconta il suo cercare il sacro nei conventi di san Francesco di Monte Sant'Angelo, di San Giovanni Rotondo e di San Matteo.
Su queste vie dei pellegrini, si vuole istituire una marcia annuale della fede, della tolleranza e della nonviolenza.
La marcia si svolgerà ogni anno nel mese di giugno, partirà da Monte Sant’Angelo per giungere al convento di san Matteo. Durante l’anno, la Chiesa, le scuole, le associazioni e i singoli cittadini potranno preparare la marcia con percorsi didattici scolastici, culturali e sociali, in modo da educare le nuove generazioni alla nonviolenza, alla tolleranza, alla fratellanza cristiana.
L'evento pubblico nonviolento verrà formalizzato con atti amministrativi.
“Perché l’utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare, escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico. Insieme a tutti i cittadini vittime della guerra, della violenza, della repressione , che lottano per i diritti e la democrazia”.
E’ stato questo l’appello  del Manifesto  per la marcia della pace organizzata in Inghilterra nel 1955 dal filosofo Bertrand Russell.
L’idea fu condivisa da Aldo Capitini. Sei anni dopo, il 24 settembre 1961, un’avanguardia del popolo della pace si incamminò da Perugia per ventiquattro chilometri per raggiungere la città di san Francesco: Assisi.
Quel giorno ebbe inizio la prima Marcia della Pace e della Fratellanza fra i popoli tra Perugia e Assisi.  Il principale promotore dell’ evento fu Aldo Capitini, che si batté affinché la marcia fosse una testimonianza vivida a favore della nonviolenza, della pace e della solidarietà tra i popoli.
L’eredità di Aldo Capitini è rimasta nel tempo.
L’idea di dichiarare Monte Sant’Angelo città della fede, della tolleranza e della nonviolenza e di istituire una marcia annuale, può segnare il nostro tempo.
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