Volantino delle associazioni dei disagiati psichici della Provincia di Foggia

Il coordinamento delle associazioni dei disagiati psichici della provincia di Foggia disapprova le "Linee guida per l'affido adulti con disagio mentale", proposte dal coordinamento istituzionale dell'Ambito territoriale e deliberate dalla giunta comunale di Manfredonia.
Le associazioni dei familiari, riconoscendo il valore innovativo dell'affido, ribadiscono che le scelte istituzionali, che riguardano la salute mentale della comunità, delle famiglie e dei congiunti, vanno progettate, condivise e gestite insieme, con tutti i soggetti operanti sul territorio che si occupano di salute mentale.

Questo "fare insieme" è l'unico modo civile, più che democratico, di coinvolgimento, partecipazione e condivisione, indicato in tutta la legislazione europea, nazionale e regionale, che regolamenta l'assistenza socio-sanitaria, i piani sociali di zona ed i servizi territoriali psichiatrici, voluti dalla riforma psichiatrica italiana.

Quando si elude questo spirito legislativo, si agisce al di fuori della legge e della civiltà giuridica e si costruisce una cattiva pratica di cura e spreco di risorse.

Nello specifico, le associazioni dei familiari rendono pubblico che la Giunta Comunale di Manfredonia ha approvato "le linee guida per l'indizione di apposito avviso pubblico per l'affido adulti con disagio mentale", senza aver ascoltato le associazione del familiari dei disagiati psichici che operano sul territorio.
Non solo, ha stabilito che i destinatari dell'affido possono essere i nuclei di familiari e soggetti collettivi (associazioni, oratori ecc.) disponibili ad accogliere persone con disagio mentale stabilizzato (?!) che hanno concluso un percorso di cura. Quale? Per tali motivi, espongono il proprio punto di vista.

Le nostre obiezioni - Proposte

  • Le persone con disagio mentale, le famiglie, al cui interno vi siano problemi di salute mentale, e le associazioni di utenti e familiari devono essere coinvolte, in modo totale, nel percorso di cura per consentire la coprogettazione e la condivisione del progetto terapeutico individuale della persona coinvolta.
  • L'individuazione delle persone con disagio mentale da affidare e del soggetto affidatario deve essere effettuato dall'Ufficio di Piano con le Associazioni dei familiari e degli utenti accreditate ed operanti sul territorio.
  • I destinatari dell'affido devono essere le associazioni degli utenti e dei familiari che operano nell'ambito della salute mentale in collaborazione con gli oratori e le risorse associative presenti nella comunità.
  • L'Operatore di riferimento deve essere qualificato e con abilità professionali certificate.
  • L'inserimento sociale deve essere verificato periodicamente e documentato a fine affido.
  • L'inserimento lavorativo da parte delle cooperative sociali deve essere reale e certificato.

Metodologia

Al di fuori di questa metodologia, si rischia di monetarizzare l'automutuo aiuto e di recidere i legami di solidarietà e di volontariato, intrecciati da tanti familiari in tanti anni di lavoro associativo. E' vano ribadire che quella che si continua a chiamare "pazzia" ha a che fare con le interdipendenze patologiche e le relazioni patogene.

Fenomeni complessi che danno origine all'infermità mentale ed allo stigma sociale. La possibilità di far gestire a domicilio "il disagiato mentale adulto" da persone competenti tranquillizza e consente di introdurci in questa dinamica di cura per apportare i nostri saperi, rafforzare la rete sociale orizzontale costruita in tanti anni e neutralizzare il potere patogeno della follia e delle comunità escludenti.

Le associazione dei familiari dei disagiati psichici della provincia di Foggia

Foggia, 21/11/2012