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I.N.R.C.A
Istituto Nazionale di Riposo e Cura Anziani V.E. II° Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
Dipartimento Ricerche Economico-Sociali

Ancona ottobre 1996 Rapporto Annuale

 

INTRODUZIONE

II processo di trasformazione in atto nel Servizio Sanitario Nazionale impone scelte che richiedono l'uso di strumenti di valutazione e di analisi adeguata, la sperimentazione di nuovi modelli di azione, l'impostazione di più incisivi processi organizzativi.
Se nella fase iniziale i risultati concreti sono a volte limitati dalla viscosità e dalle dimensioni del sistema, le modifiche di impostazione culturale e metodologica faranno sentire ben presto i loro benefici effetti con ricadute dirette ed indotte.
Si assisterà dunque al crescente tentativo di introdurre meccanismi di valutazione della qualità dell'assistenza sanitaria attraverso la conoscenza di ciò che è realmente efficace e la definizione del valore di quanto si va a realizzare attraverso l'introduzione generalizzata del concetto di misura.
Misura di quanto, come e dove si produce, misura di quanto, come e dove si ricava.

Mentre fino a pochi anni fa, in Italia, il prodotto sanitario, la sua composizione, il livello della qualità, erano dati pressoché ininfluenti lasciati alla curiosità di pochi interessati, ora essere in grado di misurare l'efficacia dei propri interventi preventivi, diagnostici, terapeutici, ed assistenziali è per tutti (USL, Aziende Sanitarie, Regioni, Ministero, singoli operatori e responsabili di reparto) più che un obbligo di legge, una esigenza di sopravvivenza e di possibile sviluppo.
In questa nuova ottica, la definizione, rappresentazione e misura della qualità dell'assistenza, pongono questioni generali e problemi metodologici, sui quali la riflessione teorica e l'esperienza pratica sono limitate.

Per un "prodotto sanitario" infatti vi sono grandezze di difficile definizione, strumenti e unità di misura non certi e fenomeni collaterali che rischiano di vanificare il processo di misurazione.
Uno di questi è il complesso rapporto tra il paziente e chi è preposto alla sua cura.
E' un rapporto sbilanciato, che vede il paziente in posizione psicologica (oltre che fisica) di oggettiva inferiorità verso chi (medici, infermieri, operatori, struttura sanitaria) detiene o potrebbe detenere nelle sue mani la possibilità di guarigione.
Nel caso di paziente anziano ad una tale "debolezza" se ne aggiunge un'altra: l'aver già consumato una parte rilevante della propria esistenza e attribuire così oggettivamente maggior valore alla parte a disposizione.
Nel versante della qualità, vista come livello di soddisfacimento dei degenti, lo sforzo teorico e pratico sviluppato dal Dipartimento Economico Sociale dell'INRCA e dalla Dirczione Sanitaria dell'ospedale polispecialistico geriatrico "U. Sestilli" di Ancona, ha dunque grande valore.
Questo volume presenta i risultati sperimentali di una ricerca di verifica di qualità dal lato degli utenti, tra le prime fatte in Italia e, credo, tra le più complete.
Essa si inserisce in un'azione più ampia mirata a rovesciare precedenti tipi di organizzazione sanitaria che vedevano il paziente "obbligato" ad accettare regole e comportamenti spesso dettati esclusivamente da esigenze interne degli operatori sanitari, se non a volte dalla loro "comodità" organizzativa.
E' il paziente, è l'anziano che l'INRCA invece mette al centro delle sue attività clinica, assistenziale e di ricerca.
Così misura e rappresentazione della qualità dei "prodotti", valutazione comparativa tra diversi meccanismi operativi e livelli di soddisfacimento dei degenti diventano elementi essenziali per la verifica continua di come le strutture sanitarie sono organizzate e di come realizzano ed attuano l'umanizzazione della loro attività.
Il volume oltre che essere un valido contributo teorico e pratico nel settore del miglioramento della qualità dei servizi sanitari erogati assume la dimensione di strumento di gestione prezioso e rilevantissimo.
I giudizi positivi che emergono dall'elaborazione dei dati di un anno, vanno sicuramente a merito di tutti gli operatori dell'ospedale "Sestilli".
Essi non rimarranno sulla carta: si tradurranno in scelte di nuova organizzazione funzionale e fisica ed in nuove proposte di sviluppo.

Marcello Crivellini

Commissario Straordinario

Anno 1998