World Mental Health Day 2014, 23a giornata

Questa ricorrenza si perpetua in un momento di grande sviluppo della tecnologia che negli ultimi decenni ha cambiato la medicina, contando più successi che nell'ultimo secolo e mezzo. Lo sviluppo non si arresta e si prevede un'evoluzione ancora più rapida nella genetica, nelle nanotecnologie, etc. Una riflessione si impone nell’ambito della salute mentale per conoscere, studiare e dar voce ai bisogni dei pazienti e porre in essere azioni di sensibilizzazione e di sostengno. Negli anni ’90 l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha collocato i problemi di salute mentale in cima alla lista delle malattie; lo stress, la depressione, l'ansia, il disadattamento, bipolarità dell’umore ed uso di sostanze sono tra le cause maggiori di disabilità nel mondo, a prescindere dalle condizioni socio-economiche. Tutti questi disturbi non sono più catalogati semplicemente come disagio (fenomeni transitori), sono divenuti malattia.

I disturbi psichici", "disagi psichici", "disordine mentale", "disturbo comportamentale" si sono diffusi principalmente tra i giovani e tra le fasce di popolazione deboli su cui si ha scarsa possibilità di intervento senza un massiccio intervento economico da parte dello Stato a sostegno delle strutture, dei centri pubblici di supporto e delle Associazioni.
La modernità e i cambiamenti ambientali e culturali della nostra epoca hanno aggravato alcuni aspetti del disagio e della malattia mentale, pensiamo alle dipendenze comportamentali come il gioco d’azzardo patologico, le dipendenze affettive e sessuali, le dipendenze da Internet; disturbi ‘emergenti’ come pure lo sono, le dipendenze patologiche, i disturbi da stress post-traumatico quelli del comportamento alimentare.
Tutte queste patologie, totalmente nuove se confrontat con la psicopatologia classica, prevalente nel secolo scorso, risultano essere fattori scatenanti anche di disagio familiare e sociale con influenza diretta sulla sfera lavorativa.

L'obbligo della tutela della salute mentale spetta in primis allo Stato, visto che almeno una persona su quattro, almeno una volta durante la propria vita, ha avuto esperienza di un problema legato alla salute mentale, obbligo che viene sistematicamente deluso: latitanza cui è difficile porre un argine specie in un periodo di crisi economica e di risorse sempre più limitate.
Ora alla luce di questo enunciato, l'imperativo del coinvolgimento sociale, diventa parte essenziale nel processo di sensibilizzazione alla problematica del disagio psichico, che comprende la partecipazione delle società scientifiche, delle associazioni professionali di riferimento e anche, direi soprattutto, dei malati, dei familiari e del volontariato, nell'intento di ottimizzare le risorse già disponibili e i servizi preposti alla cura dei pazienti.

Bisogna rendere indispensabile l' integrazione fra il sistema sanitario,i servizi sociali e al "No Profit" ai quali viene chiesto (seppur nella riduzione dei finanziamenti pubblici), un aumento della qualità complessiva delle cure e degli interventi a favore di una politica di inclusione sociale delle persone affette da disturbi mentali gravi.
Per una rivisitazione sociale del disturbo mentale o della psicopatologia si devono programmare interventi che non richiedono spese di alta tecnologia, quanto un investimento nel "capitale umano" costituito dagli operatori e dal volontariato, per una reale integrazione che attenui la paura della stigmatizzazione, di essere "etichettato" come un "diverso", pericoloso ed inaffidabile.
La Giornata della Salute Mentale intende far crescere l'interesse sulle questioni di salute mentale, cercando di fornire idee e contributi scientifici e di pensiero per sensibilizzare i Ministeri della salute degli Stati Membri e la società civile in tutto il mondo.

Per concludere un flash: nel mondo, la depressione ha un ruolo diretto nelle cause di mortalità – 800.000 suicidi per anno globalmente – sono molto impressionanti, senza contare altri disturbi di forte impatto sociale.
Sono altresì in alta crescita e incidono fortemente sulla vita quotidiana dei singoli, il disagio relazionale, problematiche familiari e improduttività lavorativa, fino ad ora non annoverabili fra i disturbi di pertinenza psichiatrica.

Severino Tognoni

Cluj-Napoca, 14/10/2014