Insieme per meglio vincere il disagio Psichico

A Monte Sant'Angelo prende forma un'esperienza di comunità motivata dalla condivisione, dall'accettazione incondizionata e partecipazione a progetti terapeutici alternativi ai ricoveri ospedalieri. Una risposta diversa al bisogno di cura dei malati mentali, favorito dal Dipartimento di Salute Mentale di Manfredonia.
Il Centro Diurno "Genoveffa De Troia" , convenzionato con l'Ausl FG/2, riflette un'esigenza reale della società del luogo e raccoglie attorno a se gruppi oragnizzati e servizi in un contesto collaborativo a disposizione della comunità.

Collaborano, e sono attive, le Associazioni di volontariato, le Associazioni dei familiari, il Segretariato sociale per il disagio mentale e carcerario, i ragazzi del servizio civile, gli operatori ed i gruppi di auto-mutuo aiuto.

Negli anni, si è voluto intrecciare una forte rete sociale con nodi di trasmissione di conoscenze e saperi.
Il giornale-news "Esserci" è stato, ed è, la nostra piazza, libera, aperta ad ogni tipo di contaminazione culturale.
Il modello proposto dal nostro centro diurno si propone di riconvertire i ruoli e le funzioni del personale tradizionale in operatori polivalenti con funzioni varie che arricchiscono l'intervento sanitario psicologico-educazionale-riabilitativo.
La multiprofessionalità orizzontale è l'anima della nostra pratica.
L'organizzazione inserisce concetti nuovi quali quelli di democratizzazione, condivisione, leadership multipla, non in contrapposizione con quella istituzionale ospedaliera, con infermieri, caposala, amministratori psichiatri, ma alternativa con ruoli volontaristici e funzionali perfettamente integrati fra loro.

Siamo in una comunità aperta, animativa, psicosociale, con gruppi di intervento provenienti dai rappresentanti di tutti i gli approcci psicoanalitici con una esplicita impronta integrata.
La nostra nascita risale al 1995.
Si attiva per una riabilitazione bio-psico-sociale nel territorio.
Gli ospiti allacciano rapporti significativi con tutti gli operatori e volontari, premessa per la regressione o, almeno, la stabilizzazione del disagio.
Una perfetta integrazione in un ambiente dove non si esaltano le gerarchie, le differenziazione di ruoli e le norme stabilite a priori.
Il nostro lavoro punta a dare risposte sul piano della realtà, senza prescindere da ciò che è già avvenuto nelle strutture di tipo tradizionale presenti sul territorio.
Si pensa ai bisogni deli ospiti, gettando le basi per progetti obiettivi di tutela della salute mentale.
Il nostro centro, nel suo operare, ha riaffermato che una struttura moderna e realmente riabilitativa deve distaccarsi dagli standards di tipo sanitario ospedaliero per proporre nuove sinergie operative nella comunità.
I nostri sforzi sono orientati verso il reinserimento sociale e lavorativo.
La pretesa semplicistica o ideologica di giungere alla guarigione psico-fisica, ignorando la guarigione sociale, rischia di invalidare il concetto stesso di comunità terapeutica e determinare il fallimento di una cultura che ha, invece, prodotto risultati incoraggianti sulla strada della cura e della ricerca di anti-manicomialità per la patologia psichiatrica.