Monte Sant'Angelo non è "Gomorra"
Vi narro un sogno

Vogliamo un altro sogno.
Vi narro un sogno.
No! Vogliamo dell'altro.
Dopo.

Vi racconto una storia di censura del giornale "Polis" di Parma, finita al centro della bufera giudiziaria con l'arresto dell'ex sindaco, di un esponente del PDL e dell'editore di un quotidiano.
Diciamolo subito: non credo che in una isolata cittadina garganica ci possano essere politici così rozzi da censurare o condizionare la piccola stampa locale. Se così non fosse, il loro agire sarebbe misero e discutibile.
Inizio, intanto, il racconto.
Come nella nostra comunità cittadina esistono testate giornalistiche, libere ed indipendenti, anche a Parma sono attivi alcuni giornali locali e tra questi "Polis", un giornale libero.
Con l'elezione a sindaco di un esponente del centrodestra parmigiano pare che questa giovane testata giornalistica abbia subito "pressioni" se non vere e proprie "censure". A raccontare l'ignobile storia è un cronista politico. Sia chiaro, nella nostra degradata città non ci sono giornali che subiscono "pressioni" (?!) e quando qualche giornale cartaceo o on line cambia linea editoriale o grafica è solo per migliorare la qualità dell'informazione, sempre più libera.
Così è … se vi pare.
Secondo l'accusa, l'amministrazione comunale emiliana dell'epoca avrebbe utilizzato soldi pubblici per assicurarsi un atteggiamento favorevole da parte del giornale "Polis", che non è un giornale condizionato.
Quel comportamento è stato, purtroppo, considerato reato.
Ma nella ridente cittadina garganica questi fenomeni politico-amministrativi non accadono. Almeno così sembra.

Non accadono perché siamo tutti tanto buoni. Poi, con il recente riconoscimento di patrimonio dell'UNESCO della Celeste Basilica di San Michele Arcangelo, tutti i cittadini sono in odore di santità. La giunta comunale, però, in modo apprensivo, di questo alto riconoscimento mondiale ne ha fatto una veste candida, buona per coprire tutte le nudità amministrative.
Non c'è atto pubblico dove non viene rammentato e non c'è occasione pubblica per cantilenare il secolare riconoscimento, spesso utilizzato per rompere gli omertosi silenzi.
Nel mese di novembre, infatti, il preoccupante buonismo della giunta comunale è stato versato in un verbale di deliberazione, avente ad oggetto l'assunzione di un valido pubblicista, giornalista, che dovrebbe occuparsi delle fiumane problematiche storico, religiose e perché no, turistiche. Costui, referente, forse direttore editoriale di una testata locale, ha mostrato le sue indiscutibili abilità professionali durante la recente campagna elettorale con assennati articoli ed imparziali interviste, come, forse, dichiarate nel curriculm vitae presentato, a cui ha allegato la recente iscrizione all'ordine.
Ma i tanti altri pubblicisti, giornalisti locali, stiano tranquilli: anche la loro bravura potrebbe interessare il Re nudo, qualora iniziassero a sostituire alla libertà di stampa la libertà di pensare, di scrivere, di fotografare, di filmare.
Questo, purtroppo, è accaduto perché nel municipio dell'aspro comune montano garganico "non sono presenti professionalità interne all'ente da poter utilizzare per gli scopi prefissati".
Quali?
Eravamo distratti.

E' vero le alte professionalità dell'ente sono coloro che non hanno titoli culturali o quelli che hanno titoli scolastici medio-bassi. Ma guarda caso?!
La storia locale che vi racconto, però, non è quella di Parma, non è solo quella del giornale "Polis", che non è la piazza greca, non è solo la storia locale di una razza di amministratori innominabili, ma è anche storia di tanti silenzi e di tante piccole responsabilità condivise, accettate e taciute.
Polis", dicevo, nasce come giornale libero, autonomo. Dopo aver condotte "grosse inchieste" di denuncia, con l'elezione di un ex sindaco le "pressioni" cominciano a farsi molto forti, con la richiesta di vere e proprie censure.
Intanto, il tempo scorre. Ed anche nella fredda e grigia città garganica si vota.
Qualcuno viene eletto, altri spariscono nel dimenticatoio politico locale. Ma i vincenti festeggiano. Bene! Ci sono incontri o semplici chiacchierate estive in qualche bar, mangiucchiando qualcosa e preparando il buon governo, rivisitando in modo ossessivo l'agenda delle vendette. A Parma, il cronista politico è in difficoltà e parla di assunzioni in regione…
Poi le attese assunzioni vennero e tra gli assunti c'erano nomi di parmigiani eccellenti tra i quali uomini dello staff dell'ex sindaco. Ma che storia è? Sia a tutti chiaro, non è la storia di uno contro tutti.
Certe cose le ho vissute più di altri, perché mi occupavo di cronaca politico-amministrativa, dichiara il cronista politico. Anzi, a detta del cronista le "pressioni" hanno riguardati anche altri. Chi?
In quella città tanta gente si è stesa una grossa fetta di prosciutto sugli occhi, neanche di quello buono, per potere ricevere un buono spesa natalizio o altre piccolezze umane, facendo finta di non vedere quello che succedeva o succede?
Ma la mia città ancora non è GOMORRA.
E se questo fosse un sogno?
A presto.

 

Foggia, 28/02/2013