Il Piano Sociale di Zona trascura la salute mentale e le dipendenze

a cura dei familiari, i volontari e gli ospiti del Centro Diurno "Genoveffa de Troia"

Il Piano Sociale di Zona dei Comuni dell'Ambito Territoriale di Manfredonia, Monte Sant'Angelo e Mattinata penalizza la salute mentale e le dipendenze.
E lo fa contro la normativa nazionale e regionale.
Le leggi socio-sanitarie nazionali e regionali, in modo particolare il Piano Sociale Regionale, impongono ai Comuni il rispetto del 5% del fondo per la spesa psichiatrica.
In molti Comuni d'Italia, la spesa psichiatrica supera il 5%, in prospettiva di processi di inclusione sociale e lavorativa di chi ha un disturbo mentale o doppia diagnosi.
Nella nostra terra, invece, se non si porrà rimedio, il Piano Sociale di Zona avrà un impatto negativo, danneggiando la qualità della vita dei tantissimi cittadini affetti da disturbi mentali e di dipendenza.
Mentre la Regione Puglia assegna il 5% delle Risorse del Fondo Globale per i servizi socio-assistenziali alla spesa psichiatrica, i Comuni di Manfredonia, Monte Sant'Angelo e Mattinata riducono la somma all'1,90%, indebolendo i servizi territoriali e la delicatissima rete sociale di contenimento dei bisogni materiali prima e del disturbo mentale dopo.
E' un'emergenza sociale.
La scarsa attenzione che molti sindaci e cittadini hanno dedicato alla costruzione dei Piani Sociali di Zona sta producendo devastazione sociale e sgretolamento dello Stato Sociale nelle nostre Città.
I sindaci dei Comuni dell'Ambito Territoriale hanno l'obbligo giuridico, politico e morale di intervenire e bloccare lo scippo del 3,10% delle risorse economiche destinato alla salute mentale.
Quanto si sta consumando con il Piano Sociale di Zona, ci allarma e preoccupa.
Per non permettere la negazione dei diritti di chi è affetto da disturbi mentali e da disturbi di dipendenze, per non distruggere le loro famiglie, per non trasformare le città in manicomi o prigioni, per non svuotare di significati la legge "Basaglia" invitiamo tutte le coscienze democratiche a far sentire il loro dissenso, al fine di inserire il 5% delle risorse nel Piano Sociale di Zona.