Per una guarigione sociale

Il superamento dei manicomi è stato un obiettivo importante sia per aver ridato il rispetto alle persone sia per aver rifiutato lo stato di segregazione in cui vivevano.
La nuova situazione non può, né deve essere, un ritorno alla costrizione del ricovero coatto per i trattamenti obbligatori. La persona psichiatrizzata non è considerata capace di pensare e scegliere.
I tempi sono cambiati e si promuove un'azione di coordinamento, di indirizzo e di impulso nei confronti delle regioni, affinché la chiusura di tutti i luoghi totali di internamento, divenga obiettivo prioritario.
E' compito di ogni comunità esigere progetti terapeutici differenziati e personalizzati, perché non si verifichino situazioni di abbandono o di riproposizione di strutture manicomiali diversamente denominate.
Costituire in ogni comune che lo richieda delle strutture di accoglienza per chi vive un disagio esistenziale con la partecipazione di operatori, di associazioni di volontariato e dei familiari è compito di ogni cittadino illuminato.
Diventa, così, indispensabile la partecipazione di rappresentanti istituzionali per favorire l'attuazione dei programmi di reiserimento sociale e lavorativo.
Un impegno collettivo per favorire la guarigione sociale.