ESSERCI
il Giornale per la salute mentale e le marginalità sociali

Progetto 2009
Invito

"TEATRO SOCIALE - RIDERE INSIEME"
Gli ospiti, gli operatori ed i volontari del Centro Diurno - Comunità "Gheel" di Monte Sant'Angelo (FG), mettono in scena:
IL PRINCIPE DEI BRIGANTI



Soggetto di:
Michele Campanile
Regia di:
Michele Notarangelo
Musiche di:
Antonio Silvestri
La rappresentazione si terrà il 26 giugno 2009 nell'Auditorium delle "Clarisse di Monte Sant'Angelo alle ore 19,30.
Siete tutti invitati a partecipare.
E' il 1861.
A Monte Sant’Angelo, ritorna un caporale dell’ormai disciolto esercito borbonico.
E' un giovane.....
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Agli amici, tutti,
Carissimi,
il 5 per mille ci arriva prezioso e inaspettato ad aggiungere energie alla nostra difficile e costosa assistenza a tutte le persone che ci chiedono aiuto (missione in Albania, donne in difficoltà, ragazze madri, immigrati, carcerati e le loro famiglie, anziani…) La finanziaria 2006, infatti, ha introdotto.........
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  Con Noi.....
Quelli che raccontano storie....

Se il linguaggio è stato definito "la casa dell'essere", le storie, inventate e scritte da ragazzi di 11 o di 12 anni, possono essere definite il "disegno artistico" del proprio ambiente: lo specchio limpido della propria anima.
Ma se tanti ragazzi e ragazze raccontano storie, la scuola, la famiglia e la città iniziano a mostrare i loro vissuti, impregnati di emozioni e di sentimenti.

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Mettono in scena "Notre Dame de Paris" ed è il trionfo dei ragazzi della scuola "V.Amicarelli".
di Donata dei Nobili

Per ragionare dei senza diritti, degli esclusi, dei vecchi e nuovi gitani, la scuola "V. Amicarelli" ha scelto il teatro impegnato. Ha cercato nelle viscere della letteratura, nei tumultuosi e polverosi scritti di Victor Hugo.
E' bello scavare nella storia e trovare il passato che ridiventa presente. Intriga la scuola che naviga nell'oceano della conoscenza.......
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Le Poesie di Alda Merini
  Giornate della Salute Mentale
"Tutti insieme per l'integrazione"
Sabato 10 luglio 2010 alle ore 20,00
Presso l'Auditorium Beato Bronislao Markiewicz a Monte S'Angelo (Fg)
Si rappresenta
Una Rosa Incantata - Le Poesie di Alda Merini

Quando da ragazzo pensavo alla poesia, pensavo a torto, che fosse riservata a persone......

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    Che cos'è ESSERCI

BASAGLIA. CHI E' COSTUI?


Personaggio scomodo, ancora oggi solleva contraddizioni. Noto ai più per una legge che “ha chiuso i manicomi”, ma, nello stesso tempo, le università rifuggono da lui. In Italia, ci si interroga sullo stato di attuazione della sua legge, anche se, nel frattempo, l’Islanda è solo l’ultima nazione a scoprire che l’idea di Basaglia è vincente e fa pure risparmiare.

Prima dell’Islanda, vi sono arrivate: il Brasile, paese in cui Basaglia ha tenuto diverse conferenze, l’Inghilterra, il Giappone, l’Australia.
Ma che cosa sostenveva Basaglia? Quale era la sua idea? Per saperlo, bisognerebbe leggere i suoi scritti.
Nelle università italiane, però, è un illustre sconosciuto. Nessuna delle nostre istituzioni scolastiche universitarie lo ha incluso nei piani di studio e solo alcuni degli addetti ai lavori hanno letto i suoi scritti. Per cui, non avendo la conoscenza delle sue idee, ci si affida alle sensazioni, ai preconcetti e alle semplificazioni.
Pochi giorni fa, è andato in onda lo sceneggiato che ha ripercorso la vita di Franco Basaglia, in maniera onesta e molto aderente alla realtà dei fatti. Realtà dei fatti che è partita da una constatazione: i pazienti vivevano in condizioni disumane. I colleghi medici e la medicina ritenevano normale tenere persone in quelle condizioni. Ritenevano normale togliere alla persona qualunque dignità. Indossavano il camice, giravano per i reparti e vedevano situazioni di degrado, che ritenevano normali. Alla luce di ciò, acquisita molto più significato l’opera di Basaglia. Nel contempo, diventa anche un insegnamento a tenere alta l’attenzione e la coscienza di uomo. Soprattutto acquistano maggiore significato le sue parole. Basaglia, in una conferenza in Brasile, di fronte a una platea di psichiatri, sconvolto per quello che aveva visto nel terribile manicomio di Barbacena, al presidente dell’associazione brasiliana di psichiatria, - il quale sosteneva che la chiusura dei manicomi implicava un cambiamento della società, e che lui, se dal punto di vista di cittadino era d’accordo, come psichiatra si doveva occupare della cura - Basaglia rispose: “ non è vero che lo psichiatra ha due possibilità, uno come cittadino e l’altro come psichiatra. Ne ha una sola: come uomo”.
Basaglia, con le sue idee e con l’approccio fenomenologico al problema, diventa un antesignano di tante idee moderne e ancora oggi attuali nella cura della malattia. Il prendersi cura più che il curare, il territorio più che l’ospedale, la cura alla persona più che alla malattia sono solo alcune delle idee da lui sostenute ed espresse, con molta chiarezza, nei suoi scritti. Oggi, ha senso interrogarsi rispetto a queste idee e se, e fino a che punto, permeano la sanità e la cura psichiatrica in particolare. Ma, probabilmente, è molto più semplice far dire a Basaglia che il malato deve stare a casa e non in comunità. La regione Puglia lo impone con una legge, dopo due cicli riabilitativi non rinnovabili. Va a casa, a prescindere dalle sue condizioni sociali, ambientali e familiari. Ma dove? In quale casa? Sembrerebbe guarito per legge. In medicina diventa difficile ragionare così, anche nella cura di una semplice faringite, figurarsi nel disagio della persona ricca di vissuti e implicazioni individuali. Senza soluzioni individuali, in relazioni ai fabbisogni soggettivi e senza aver portato a termine quel servizio di rete sul territorio, che diventa la soluzione su misura, si è molto lontani dalle idee di Basaglia, anche se ci si dichiara basagliani.
Si parla di integrazione, ma lasciando le persone sole e senza rete di servizi su misura la “logica manicomiale” è ancora viva. Far vivere in un territorio non preparato e senza strutture di rete di servizi adeguati ad una persona che soffre di disturbi mentali significa riprodurre a casa il “manicomio”.
L’isolamento, la mancanza di una qualità di vita, l’assoluta disattenzione alla salute fisica, l’assenza di ogni opportunità di integrazione vera, significa di fatto “mentalità manicomiale”. Basaglia sosteneva queste idee e non la semplicistica chiusura del manicomio, ma, semmai, l’eliminazione della mentalità manicomiale. Quella mentalità che investe lo psichiatra di una “forza” come unica forma di relazione fra medico e paziente fatta di un lessico senza parole. Al suo posto intravedeva un principio di libertà. Un rapporto ricco di tensione costante tra medico e paziente dove la comunità terapeutica contribuiva a raggiungere il suo scopo nella misura in cui “ tutti i pazienti, medici e personale siano coinvolti nella stessa crisi e in essa trovino la loro comune base umana” .
Un progetto ambizioso chiaro, complesso, basato su una attenzione all’uomo da parte di un altro uomo.
Oggi, Basaglia, è semplicemente quello che ha chiuso i manicomi. Se non fosse scontato verrebbe da dire: “Cose da pazzi!”

Francesco Mango






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RIDERE INSIEME
Nel mese di ottobre 2007, a Monte S. Angelo, gli ospiti della Comunità residenzialeRidere Insieme "Gheel" e del Centro Diurno "Genoveffa De Troia", gli operatori ed i volontari di Monte S. Angelo, nell'ambito del laboratorio teatrale "Ridere insieme", rappresenteranno "Cornute e mazziete"; la commedia in due atti, scritti da Michele Notarangelo, ha una trama divertente e coinvolgente.
Vi aspettiamo.

Il ragazzo in fuga dalla guerra
Corre Benai Saye, corre e salta. Salta i fossati, salta le pozzanghere, salta sui morti. Fugge Benai Saye. Fugge, prima dalla violenza e, poi, dalla miseria. Yopongon è la sua terra, in Costa d’Avorio. E’ l’Africa occidentale ed è calda. Riscaldata delle raffiche di mitra, dai colpi sparati dai bambini soldati. E’una guerra civile. E’ la guerra degli altri.
Il Piano Sociale di Zona trascura la salute mentale e le dipendenze
Il Piano Sociale di Zona dei Comuni dell'AmbitoTerritoriale di Manfredonia, Monte Sant'Angelo e Mattinata penalizza la salute mentale e le dipendenze.
E lo fa contro la normativa nazionale e regionale.
Le leggi socio-sanitarie nazionali e regionali, in modo particolare.........
Le interviste
Per inaugurare la nuova rubrica dedicata alle interviste ai protagonisti della cultura, delle scienze e della politica, vi proponiamo una intervista al prof. Paolo Cendon - (Professore ordinario di istituzioni di diritto privato – Università "La Sapienza" di Trieste)

.........il ricordo della morte di mia madre; e poi l'impressione che oggi non si combatte il dolore a sufficienza.
L'insofferenza verso le declamazioni mistiche, compiaciute.
Soprattutto l'idea che - riguardo agli infermi - occorrerebbe una nuova umanità: ascolto, gentilezza, partecipazione, rispetto, premura, delicatezza, garbo, qualche tocco.......

Per una guarigione sociale
Il superamento dei manicomi è stato un obiettivo importante sia per aver ridato il rispetto alle persone sia per aver rifiutato lo stato di segregazione in cui vivevano. La nuova situazione non può, né deve essere, un ritorno........
Una scuola di qualità
Un’équipe psicopedagogica ed un operatore di riferimento per identificare e risolvere situazioni di disagio nella scuola e nella famiglia.
Un bisogno moderno, per agevolare le relazioni studenti-insegnanti, insegnanti-genitori e sostenere ...........

Il teatro come terapia
Gli ospiti della Comunità “Gheel” e del Centro Diurno per la salute mentale dell’Associazione di Assistenza ed Accoglienza “Genoveffa De Troia”, in collaborazione con l’Associazione “Crescere”, Scuola di Counseling di Foggia, il prossimo 24 luglio, nell’ambito della manifestazione nazionale di.........
Donata dei Nobili
Raccontarsi con il teatro
Gli ospiti ed i volontari della Comunità psichiatrica e del Centro Diurno dell’Associazione di Assistenza ed Accoglienza “Genoveffa De Troia”, nei locali delle clarisse di Monte Sant’Angelo, hanno rappresentato, il 19 giugno, “Metàbasis”, antologia di testi e invenzione di messa in scena del prof. Michele Campanile.
Metàbasis è una parola.........

L'esperto risponde
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I nostri esperti sono a vostra completa disposizione.
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Sono spettinata
Vorrei pettinarmi
Per Pettinarmi mi occorre un pettine
Ho bisogno di un pettine
Ma non possiedo un pettine
Ho diritto a un pettine
Voglio un pettine!
Manifesto di Ugo Guarino
Prodotto dal laboratorio di serigrafia del Collettivo d'Arte Arcobaleno, Trieste, 1974
...." Quel concerto di fine maggio del 1974 nel manicomio di Trieste, Ornette Coleman lo ricorda benissimo e ha voglia di raccontarlo. “It was really very unique", molto speciale.
Non mi ero mai trovato in un ambiente così particolare. Non avevamo la minima idea di chi potesse esserci in quell’ospedale, ci siamo trovati fra tanta gente di tutti i tipi e certo non avresti potuto dire, guardandoli in faccia, questo è malato e questo no”.
Erano cambiate tante cose nel manicomio di Trieste da quando Franco Basaglia era diventato direttore, alla fine del 1971. Tutti i reparti erano aperti, molte persone erano state dimesse ma ne restavano dentro 847, e “ 847” era il nome del giornale inventato da Ugo Guarino, artista pop triestino che aveva vissuto a lungo negli Stati Uniti e animava all’epoca il “Collettivo d’arte arcobaleno”, che aveva fatto tra l’altro il murale “La libertà è terapeutica”, messaggio forte di quegli anni che sconcertava e divideva la città."